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Arrivano i video nativi su LinkedIn: che cosa cambierà?

Il dubbio era inizialmente sorto grazie a qualche post condiviso proprio su LinkedIn, che ha creato un vero e proprio buzz nel giro di poche ore. Per un po’ ci siamo chiesti se fosse vero: arrivano i video nativi su LinkedIn? Il formato Stories sta per essere introdotto anche qui?

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Koka Sexton su LinkedIn

Poi finalmente la notizia ufficiale: LinkedIn permette ora di realizzare e condividere video nativi nella sua piattaforma, attraverso l’app.

I video, sia orizzontali che verticali, potranno avere una durata massima di 10 minuti e saranno visualizzati in modalità autoplay. Ciò significa che, come accade già su Facebook, mentre navighiamo nella home vedremo partire i video in automatico.

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Jonathan (Jasper) Sherman-Presser su LinkedIn

Se sei già andato a curiosare sull’app, non temere: la novità è per ora disponibile per un numero ristretto di utenti, ma sarà estesa a tutti nei prossimi mesi.

L’introduzione del formato – accolta in modo più che positivo dagli utenti della piattaforma – è accompagnata da una serie di feature molto interessanti, in ottica soprattutto professionale. 

Gli utenti avranno infatti a disposizione dati di analytics su numero di visualizzazioni, like e condivisioni, ma anche informazioni su chi ha visualizzato il video – come job title, compagnia di appartenenza e mercato di riferimento.

Ma perché fa così tanto rumore l’introduzione dei video nativi su LinkedIn?

Video nativi su LinkedIn: cosa cambierà (in meglio)?

Prima di tutto, va considerata la specificità di LinkedIn nel panorama “social”. Possiamo definirlo social network? Sì, sicuramente, ma anche – e soprattutto – professional network. A differenza della maggior parte degli altri social, elementi di puro intrattenimento e svago sono qui nettamente in secondo piano. Molto spesso del tutto assenti.

LinkedIn è il social per cercare e offrire lavoro (fino a qualche tempo fa era visto così, almeno in Italia). Ma questa definizione è molto riduttiva ormai. LinkedIn è uno strumento potentissimo di PR, di Personal e Professional Branding, di Social Selling, di comunicazione B2B e molto altro. Il posto dove creare e moltiplicare opportunità, dove trovare contenuti interessanti su innovazione, imprenditoria, leadership e qualunque altro settore professionale, spesso creati in modo nativo dagli utenti stessi.

L’arrivo dei video nativi su LinkedIn arriva molto in ritardo rispetto alla maggior parte delle altre grandi piattaforme social. E forse ha anche senso, se pensiamo soltanto ai video divertentissimi che imperversano ora su Facebook, oppure ai milioni di Stories su Snapchat e Instagram, cronistorie del nostro quotidiano non sempre pregne di significato e interesse.

Ma le possibilità che si prospettano ora su LinkedIn sono tantissime. I video sono uno strumento in più per dare voce ai professionisti che popolano la piattaforma. Coinvolgente ed efficace, può consentire di sperimentare nuovi registri e nuove strategie di comunicazione, e soprattutto di stabilire un contatto più diretto, meno distante, fatto di decine di sfumature.

Ovviamente i video su LinkedIn erano già utilizzati anche prima, ma dovevano essere condivisi da piattaforme esterne. Non tutti però hanno un canale canale YouTube, ad esempio: ora invece, con i video nativi, qualunque utente potrà beneficiare della piattaforma di LinkedIn per creare i propri contenuti video, mettendosi alla prova (e mettendoci la faccia) con una nuova forma di storytelling.

Ma non solo. Pensiamo in ottica B2B quanto questa feature può rivelarsi interessante. Quanto può essere più efficace un video, rispetto ai tradizionali post, per presentare un nuovo prodotto o servizio, o comunicare una novità aziendale che altrimenti rischierebbe di scivolare via anonima nel flusso di informazioni?

Per il momento, quindi, i video nativi su LinkedIn sembrano una nuova, grande occasione per fare (o migliorare) ciò che si faceva prima sulla piattaforma, con dinamiche nuove: quelle del formato preferito sui social media.

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