lavorare viaggiando

Da settembre cambio. Mi metto a lavorare viaggiando

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Da settembre cambio. Questa volta lo faccio sul serio: mi metto a lavorare viaggiando.

Alzi la mano chi, sotto l’ombrellone o davanti a un paesaggio mozzafiato in vacanza, non ha mai pensato ad un cambiamento radicale, di quelli che stravolgono completamente la vita.

Pensare di rivoluzionare tutto mentre si è in viaggio, in qualunque angolo del mondo ci si trovi, mette i brividi addosso: quelli eccitanti legati all’idea di un nuovo inizio. Agire e realizzare il proposito quando si rientra alla normalità, invece, può fare veramente paura. Il più delle volte il ritorno alla routine ha la meglio e fa desistere anche i cuori più impavidi.

Ma è un sogno davvero impossibile da realizzare?

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Ti sei mai chiesto realmente perché mai dovresti rimanere a vivere qui, quando potresti lavorare dal tuo laptop in qualunque altra parte del mondo?

Se ci pensi, in fondo, Internet ha cambiato radicalmente il mercato del lavoro, ha aperto le porte a nuove opportunità e nuove figure professionali che non esistevano fino a poco tempo fa. Certo, non è possibile per tutti i tipi di professione e sicuramente non è semplicissimo, ma costruire una carriera ovunque vogliamo è fattibile.

Oggi abbiamo la straordinaria opportunità di poter conciliare lavoro e viaggi. È quello che fanno i nomadi digitali: utilizzare la tecnologia per lavorare da remoto, conquistando la libertà di vivere in maniera indipendente una vita “nomade”, in giro per il mondo.

Se anche tu sogni di staccare la spina e diventare indipendente da orari e luoghi, allora puoi prendere spunto da questi wanderluster. Ti presentiamo le loro storie per darti qualche suggerimento sui passi da compiere per elaborare la tua strategia personale. Lasciati ispirare.

Condividi le tue esperienze: parti dal blog

Il travel blogger Matthew Kepnes ha dimostrato che se hai esperienze di viaggio e ti piace condividerle dando consigli che facciano la differenza, puoi aspirare a dire addio al tuo lavoro d’ufficio. Nel 2008 ha creato il blog Nomadic Matt, in cui dà ottimi consigli su come viaggiare con un budget ridotto senza rinunciare a vivere l’esperienza nel migliore dei modi.

Detta così sembra una cosa comune? Considera che, in otto anni di vita, il blog ha aiutato oltre 16 milioni di persone in tutto il mondo a realizzare il viaggio dei loro sogni. Più chiaro, adesso?

Una foto pubblicata da @nomadicmatt in data:

Senza andare così lontano, anche in terra nostrana abbiamo molti esempi di chi ce l’ha fatta. Come Kepnes, anche Federica Piersimoni ha aperto il suo blog Viaggi Low Cost nel 2008, e da allora ha fatto tantissima strada: sul podio ai Macchianera Italian Awards come “Miglior Sito di Viaggi” dopo Turisti per Caso e Zingarate e…migliaia di km macinati in giro per il mondo.

Daniel Mazza, founder del blog Mondo Aeroporto, è un altro esempio che ti convincerà che lavorare viaggiando è possibile. Dal 2010 ha iniziato a “far volare” sul web la sua passione per i viaggi, raccogliendo tutti gli aneddoti più strani e comici che gli capitavano lavorando in aeroporto. Quattro anni dopo ne è nato un libro – Mondo Aeroporto: Aneddoti E Perle Di Comicità Da Tutti Gli Aeroporti Del Mondo – e nel frattempo la sua professione è cambiata: ora viaggia e racconta le sue esperienze a tempo pieno.

L’elenco potrebbe continuare per molto. Ma forse è sufficiente già così per convincerti a mettere in cantiere i tuoi progetti. Se hai esperienze e consigli da condividere con altre persone in ogni parte del mondo, questo potrebbe essere il tipo di lavoro che fa per te. Nessuno dice che sia semplice, né che sia alla portata di tutti. Ma da qualche parte bisogna pure iniziare, e la certezza che qualcuno ce l’abbia fatta è una spinta non da poco.

Parti da un blog, e se è legato ad una specifica passione che si sposa con i viaggi – il kyte? il backpacking? gli hotel di lusso? il tuo brand di bikini fatti all’uncinetto? whatever! – ancora meglio. Non essere generalista, perché nei blog, ormai, sono le nicchie a fare la differenza. Scrivi costantemente, guardati attorno, non trascurare l’importanza dei social media (i mezzi) e dei social network (le persone).

Pensaci: trova la tua strada e parti!

Metti a frutto la tua esperienza

L’autrice giramondo Natalie Sisson ha dimostrato che si può perfettamente gestire un’attività da un portatile e uno smartphone – con una valigia sempre pronta.

Natalie offre la sua assistenza agli imprenditori nella creazione di un’attività libera da vincoli (ma anche avventurosa): lo fa attraverso il suo blog, Suitcase Entrepreneur, e altri mezzi digitali come podcast, video, corsi di formazione e workshop per dare consigli su come creare un brand e utilizzare i social media per la propria attività.

L’esempio perfetto, insomma, di chi ha fatto delle proprie esperienze e competenze una vera professione. Un modo per girare il mondo facendo ciò che avrebbe fatto normalmente stando dietro a una scrivania. Grazie all’ausilio di diversi mezzi digitali, l’attività di questa intraprendente viaggiatrice-imprenditrice può essere gestita proficuamente ovunque si trovi. Anzi, viaggiare è proprio il presupposto alla base del suo lavoro!

Non male, vero?

Scopri quale ambiente ti rende più produttivo

Lo scorso anno, Medium ha pubblicato un articolo scritto da Jay Meistrich. Un articolo illuminante, con una storia che ha tanto da insegnare e che cambierà definitivamente il tuo modo di vedere le cose.

Nel 2014 Meistrich aveva concentrato le sue energie nel tentativo di creare una startup nella Silicon Valley. Pian piano, però, si era reso conto che nonostante trascorresse tantissimo tempo seduto davanti al PC e cercando di lavorare – in classica modalità 9-17 – alla fine non riusciva ad essere produttivo. Dopo un viaggio intrapreso per far visita ad alcuni amici, capì quale era il suo problema e come risolverlo: visto che riusciva a essere più produttivo in viaggio, o comunque quando non era costretto tra quattro mura tutto il giorno, perché non provare a lavorare senza essere legati al normale orario d’ufficio e ad una sede fissa? In fondo, nel suo caso, era una scelta legata ad una maggiore produttività, oltre che uno stile di vita più piacevole.

Nel suo articolo, infatti, spiega: “Sto lavorando sodo al lancio di una startup ambiziosa, Moo.do. Viaggio perché stare seduto in un solo posto mi costa di più, non mi fa rendere molto e non è per nulla stimolante. Decidere di mettermi in viaggio è stata la scelta più responsabile che potessi fare, per il bene della mia azienda, delle mie finanze e della mia crescita personale”.

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Fonte: Jay Meistrich su Medium

Sembra una scusa bella e buona? Meistrich correda il suo articolo con una serie di analisi dettagliate che mostrano le effettive spese delle due diverse modalità di lavoro. E non si può dargli torto. Probabilmente non per tutti sarebbe altrettanto conveniente (e fattibile), ma…hai provato a fare due conti?

Trova il lavoro che fa al caso tuo

Di recente Forbes ha pubblicato un articolo in cui spiega come molte grandi società diano la possibilità ai propri dipendenti di lavorare da remoto. L’articolo sottolinea il fatto che si è registrato un “aumento del 36% nel numero di annunci per posizioni in remoto. Primi in classifica i lavori nel settore informatico e IT, seguiti dalle professioni mediche e sanitarie, quelle nel settore vendite, amministrativo, assistenza clienti, educazione, formazione e infine marketing”. Quali aziende hanno elaborato l’elenco? Amazon, Dell, IBM e UnitedHealth Group, solo per citarne alcune.

lavorare viaggiando

Ci hai mai pensato? Grazie a internet è possibile lavorare anche in un bar di un paese lontano utilizzando il WiFi. E magari con vista mare. Forse l’idea ti ha sempre entusiasmato, ma adesso puoi vedere esempi di vita reale di chi è riuscito a diventare un vero nomade digitale. E a lavorare viaggiando, ma sul serio.

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