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Micro-community sui social: come utilizzarle al meglio per aumentare l’engagement in modo organico

Perché le micro-community sui social sono un ottimo mezzo per interagire con la tua audience?

Per garantire visibilità ai propri contenuti, il ricorso ai social ads è ormai indispensabile. Tuttavia, esistono anche altri modi per cercare di tenere alto l’engagement con la propria audience in modo organico: si tratta delle micro-community.

A differenza dei canali ufficiali, che coprono in modo omnicomprensivo tutti gli aspetti legati alla presenza sui social del brand, le micro-community si focalizzano su uno specifico aspetto del tuo business. Ne sono un esempio gli account per l’assistenza clienti o gli account locali, ma anche le community create attorno ad un interesse preciso o un hobby dei tuoi clienti/follower, ovviamente correlato col brand o il settore di interesse.

Ecco tre semplici ma efficaci modi per prendere parte alle micro-community sui social media: Gruppi Facebook, Twitter Chat e hashtag di Instagram.

3 Micro-Community per aumentare l’engagement sui social in modo organico

#1 Gruppi Facebook

Come Businesses, è possibile creare Gruppi Facebook dalla Pagina. In tal modo, potrai mantenere la Pagina per le informazioni di carattere generale e i post con finalità di marketing, e allo stesso tempo curare contenuti ad hoc, con una prospettiva più ampia e meno autoreferenziale, all’interno del Gruppo. Lo scopo, in quest’ultimo caso, è proprio quello di invogliare i tuoi fan o gli utenti interessati anche tangenzialmente al tuo settore, a interagire fra loro e stimolare nuove conversazioni che creino interesse e siano utili per la tua audience.

Un esempio? I reporter del Washington Post utilizzano il Gruppo PostThis – from The Washington Post per “parlare” direttamente” con i lettori del giornale e raccontare il dietro le quinte di alcune delle storie o notizie pubblicate. Si tratta di una micro-community che “vive” all’interno della Pagina ufficiale. Chris Cox, chief product officer di Facebook, la descrive come “la versione digitale delle lettere all’editore, ma con commenti e interazione in real time”.

Come regola generale, l’importante è identificare un interesse o un bisogno che unisca le persone, nello specifico il tuo pubblico di riferimento. Una biblioteca o una libreria potrebbero aprire un Gruppo che funzioni come una sorta di book club, un’organizzazione non-profit un Gruppo dedicato alle opportunità di volontariato, un’azienda di prodotti altamente tecnologici un Gruppo che funga da riferimento per la richiesta di informazioni, consigli tra utenti e pareri di esperti del settore. In fondo, come abbiamo visto, l’informazione e la richiesta di aiuto peer-to-peer è uno dei grandi trend in atto sui social.

Per creare un Gruppo all’interno della tua Pagina, clicca semplicemente su “Gruppi”, (dovresti trovarlo tra i tab sulla sinistra, sotto l’immagine profilo) e ti apparirà l’opzione per procedere alla creazione (che riportiamo sotto). La tua Pagina può essere impostata come Admin del Gruppo, e volendo potrai associarla ad un massimo di 200 Gruppi.

#2 Twitter Chat

Le Twitter chat sono una modalità di discussione pubblica in cui gli utenti si ritrovano, in una data ed un orario prestabiliti, utilizzando lo stesso hashtag. Possono riguardare un argomento più o meno specifico (un nuovo prodotto, il contenuto di un webinar, un aggiornamento o una news particolare, un trend e così via), e sono un ottimo modo per incoraggiare i follower ad un dialogo aperto, soprattutto se coinvolgono anche uno o più esperti o influencer.  

TalentCulture, ad esempio, organizza una Twitter Chat ogni mercoledì, in tema di tecnologia, recruiting, cultura aziendale e molto altro, utilizzando l’hashtag #WorkTrends (la bio di  Twitter e un live podcast settimanale sono il mezzo principale con cui le promuovono).

Come procedere per tenere una Twitter Chat? Innanzi tutto, stabilisci se si tratterà di una serie con cadenza regolare o di una chat one spot. Non lanciarti in un’impresa a lungo termine se non sei certo di avere abbastanza argomenti, risorse e interlocutori per sviluppare una serie. Qui, ad esempio, trovi alcuni consigli.

Alternativamente, se organizzare una Twitter Chat risulta troppo impegnativo, puoi sempre optare per prendere parte a quelle già esistenti. Puoi consultare questa lista delle Twitter chat più rilevanti e di successo e cercare quella che si adatta al tuo brand e all’argomento che volete approfondire insieme alla vostra community.

Non aver paura di fare la parte dell’intruso, lo scopo delle Twitter Chat è proprio quello di attrarre punti di vista ed esperienze diverse. L’importante è evitare contenuti autoreferenziali e di carattere prettamente promozionale: quello, di sicuro, non è ciò che gli utenti si aspettano da questo tipo di micro-community.

#3 Hashtag di Instagram

Gli hashtag non sono solo uno strumento cruciale per dare visibilità ad immagini e video che pubblichiamo su Instagram, ma possono rivelarsi anche un modo alternativo e meno autoreferenziale per promuovere il tuo business sul social. Perché non crearne uno che rappresenti la tua community e dia voce allo stesso tempo al tuo brand e ai contenuti degli utenti che vi si rispecchiano?

Un ottimo esempio è #WellTravelled di Herschel Supply: non solo un hashtag per taggare i prodotti del brand, ma anche per raccogliere tutte le immagini e i video dei milioni di utenti-viaggiatori che ne rappresentano e abbracciano i valori. In questo modo, la compagnia è riuscita a far diventare virale l’hashtag, moltiplicando organicamente la reach dei propri contenuti e creando un genuino e spontaneo engagement da parte della sua community. Ripostando gli scatti migliori che utilizzano quell’hashtag, infatti, ne giova l’account ufficiale – che si arricchisce di contenuti freschi e non solo di prodotto – e allo stesso tempo ne giovano i follower – che hanno la possibilità e l’onore di esporsi e raggiungere una audience amplissima, direttamente dalla piattaforma del brand.

“Con #WellTravelled possiamo mostrare non solo dove viaggiano i nostri prodotti, ma anche le storie e le persone che ci sono dietro”, racconta Sheila Lam, Community Manager di Herschel (puoi leggere qui l’intervista integrale per saperne di più).

Se stai pensando di lanciare un hashtag per creare più engagement con la tua community, non vincolarlo includendo il nome del brand o riferimenti ad esso. Creane uno che ne incarni i valori, definiscine il mood con i contenuti ufficiali, ma poi lascia che sia la tua audience a forgiarlo e farlo proprio. Non otterrai solo benefici in termini di reach e brand awareness, ma coltiverai anche un sentiment ed un’immagine positiva di cui i tuoi follower saranno i primi promotori.

Tratto da Using Micro-Communities to Boost Organic Reach on Social Media, di Sarah Dawley.

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